lunedì 20 agosto 2018

Così è se vi pare


Riflessione a cura di Marco Grappeggia
Presidente Direttivo Università Popolare degli Studi di Milano
Università Popolare di Milano


Si dice “Dura lex sed lex” e si dice che la Legge sia uguale per tutti (sarebbe meraviglioso, giusto e sacrosanto che così fosse. Si pensi solo che se un povero Cristo si ritrova in una situazione necessitante un Avvocato, che so, viene investito da una automobile condotta da pirati della strada tossicodipendenti ma non ha i soldi per potersi pagare nell’immediato oltre le cure mediche, gli esami diagnostici, le visite medico legali e l’assistenza di un Avvocato verrà lasciato solo con i suoi guai mentre se un farabutto matricolato compie un reato ma si può permettere di pagare Principi del Foro e visite mediche che magari dicano che non era pienamente capace di intendere e volere poiché bipolare, andrà assolto. Un ladro che ruba ma è un poveraccio resta un ladro, se lo stesso lo fa un ricco diviene un cleptomane) e il Diritto Costituzionali, i Diritti Civili e i Diritti Umani (o Diritti Fondamentali dell’Uomo) sono in effetti un argine più o meno possente contro il Diritto che rischia di non essere più tale essendo storto e piegato da una volontà di parte, da interpretazioni non propriamente al di sopra delle parti, non “super partes”. Come ognun sa, anche le persone meno esperte della materia giuridica, la Costituzione rappresenta lo scheletro del Diritto di un Paese, di una Nazione, rappresenta la Legge Fondamentale di uno Stato ovvero il vertice nella Gerarchia delle Fonti del Diritto. Poche Costituzioni Nazionali sono così pignole, così precise al riguardo di temi basilari ed importantissimi quali quelli della Istruzione, della Scienza e della Cultura. L’articolo 4 L’articolo 33 con i Suoi adamantini richiami alla piena e totale libertà di insegnare ed apprendere sono per certo la risposta agli onerosissimi, pesantissimi condizionamenti che la libertà accademia e la libertà di pensiero avevano subito durante il Regime Fascista. Se si riconosce che la Società Civile e Democratica ha pienamente ed incontrovertibilmente diritto alla conoscenza e che “L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento”, che non trattasi solo di una Legge Manifesto, pro forma, “Così è se vi pare” o meglio “Così è se pare al Funzionario Pubblico di turno” che a seconda dell’umore può infangare le sacre parole della Costituzione della Repubblica Italiana, allora analizziamo quanto scritto con saggezza dai Padri Costituenti:

L'articolo 33 della Costituzione così recita:

Articolo 33

«L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno diritto di istituire scuole e istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La Legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità,                  deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, Università ed Accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle Leggi dello Stato”.


Si noti bene quanto scritto in grassetto e fra le varie «La Legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità….omissis

Ma la Università Popolare degli studi di Milano alias Università Popolare di Milano, non ha richiesto alcuna parità, alcuna equipollenza, non ha chiesto di essere considerato Scuola Paritaria, Pareggiata.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento” vale ancora o nel Nostro caso, della Università Popolare degli studi di Milano si può fare eccezione alla regola costituzionale vietando di tutto e di più e non si sa per quale ragione occulta?
Perché mai, nel caso della Nostra Università Popolare degli studi di Milano. La libertà di insegnamento e di ricerca, sancita dalla Costituzione, sembrerebbe avere dei veti da condizionamenti politici, ideologici e burocratici?

DAT VENIAM CORVIS, VEXAT CENSURA COLUMBASdiceva in latino Giovenale, cioè che mentre si perdona ai corvi, il biasimo colpisce le colombe. 
A questi Vostri Esperti e Censori, esperti nel Diffamare potrebbe calzare a pennello, una frase di Friederich Wilhelm NIETZSCHE: 
Le loro ginocchia adorano sempre e le loro mani sono sempre levate in celebrazioni della virtù,         ma il loro cuore non ne sa nulla
Attenzione a compiere l’errore di insultare Galantuomini e Uomini di Dio! Abyssus abyssum invocat (Salmo di Davide, 62, v. 8).
San Domenico ci insegna a non essere vili di fronte al Male, ai nostri detrattori, avversari, nemici, oppositori e si rammenta che come recitava Publilio SIRO disse: “Furor fit laesa saepius patientia“, cioè ”la pazienza spesso provocata diventa ira furibonda“.
Non è giusto colpire persone perbene e di specchiata moralità! 

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